Viaggiatori di confine

Presentazione Poesie
Alfredo Poli ci presenta le sue liriche, in un una poetica del profondo, con un linguaggio chiaro, lucido,  conciso, dove la forma non è che l’espressione del contenuto.
Un sentire ed un’intuizione che si fanno parola. Un’emozione ponderata, nello scarto fra visibile e invisibile, sul confine. Da questa zona privilegiata e pericolosa, dove si può guardare sia l’abisso che il cielo,  nasce un canto alla vita,  a tutto tondo. La fiducia nella vita comprende anche l’altra faccia, quella del non-noto. Racconta dello stare qui, e come (che fa la differenza),  della ricerca, della disperazione, dei ricordi, del sentirsi persi, della solitudine, dei compagni/e di viaggio, del sentirsi “appartenere al tutto in un tempo negato”.
La lingua riaffiora – decisa, a regalarci zone di sentire, parole liriche che sfiorano con delicatezza e pudore gli stati innominabili che vanno preservati  – semmai possono  appena essere accennati – nello spazio sacro di ciascun umano.
 Non un canto solipsistico: è un cercare nel privato le radici di un senso socialmente perso. Non è solo malinconia e disillusione, ma una visione forte della vita.
Uno sguardo disincantato e terribile  nell’abisso in Sé ed il coraggio di appropriarsene, dalle altezze più nobili dell’esistere umano, con disponibilità e apertura:  restare vulnerabili è ciò che è più difficile ma anche più vitale. Alfredo Poli, nel porci la forza dinamica della vita,  non tralascia di regalarci  carezze cromatiche di luoghi e stati leggeri, oltre ad un consapevole sguardo triste/ironico alla storia di ora. Ci offre, con immediatezza,  esperienze autentiche di chi riesce a stare qui senza nulla escludere: né il dolore, né il sacro.
 
Giuliana Magalini

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