Poesie sparse

Presentazione

Poesie

"Parla anche tu
parla per ultimo,
dì cosa pensi.
Parla —
ma non dividere il sì dal no
Dà senso anche al tuo pensiero:
dagli ombra.
Dagli ombra che basti, tantaquanta tu sai
attorno a te divisa fra
mezzanotte e mezzodì e mezzanotte...."

Paul Celan

Approdato alla scrittura poetica in età avanzata, Alfredo Poli vi si applica “in abito feriale”, con il passo leggero di chi, con onestà, non cerca nei versi altro esito di una misura di sé, muovendosi con cautela tra passato e presente, “quam minimum credula postero” potremmo dire, senza peraltro che il disincanto (il dato suo anche fisiognomico più immediatamente riconoscibile) la vinca del tutto, se è pur vero che “da ogni spina negli anni/è nato un nuovo germoglio”.
Alfredo conosce le trappole della memoria, sa che “forse il segreto è stare immobili” e che “lento” deve essere il “ritorno a Itaca”, se il tempo ora è quello del tepore e non più degli impeti, se le profondità s’annidano “sull’orlo/indistinto delle cose” e cercarne una ragione è impresa vana. Poesia laica la sua, e discreta come “un nido di cigno nel canneto”, sotto un cielo orfano di dio (“Forse un grande occhio elettronico ci scruta,/schiacciati tra i vetrini,/agitarci inquieti/ nella soluzione organica”) e piuttosto “sacro dell’uomo”, dove l’ascesa, se ancora possibile, è affidata all’ebbrezza dei versi trovati (“fogli di carta… con vista mozzafiato”) e dove la consolazione d’amore è già salvezza, nella segreta vicenda di una natura che gli infonde gli accenti migliori e più sinceri.

prof. Mario Allegri

Orme
Canto d’amore
La polvere del tempo
Lento ritorno ad Itaca Cronache
Madeira
Forse
Cattedrale
Domani
Ritorno
PrimaVera poEtica
La morte senza esagerare
Il reale
All’amica Laura
Il mare sopra Berlino
Il giuggiolo
A molti
E sei andato via
Canto d’amore n. 2
Ivano e il suo fiume
Canto d’amore N. 3
Luna
Ogni tanto, ancora tu
Campo di Ravensbrück
Quel che resta
Canto n. 4: primo amore
Autunno
Galaverna
Delfi
Memorie
Rinascita
Auspicio
I poeti