Il mare sopra Berlino

Fiordalisi, papaveri
e altri fiori di campo
ricamano i confini
d’ampie distese di grano
affastellato nel vento

Vento del nord mutevole,
bizzoso ed ostinato,
che alte solleva l’onde
e china il capo alle spighe
nel reverente omaggio

a questa terra-frontiera
che s’alza snella sull’acque,
protesa verso il cielo

Mille azzurri sfumano
nei verdi rigogliosi
di secolari foreste,
querce e faggeti ombrosi
contendono l’aria fine
ai colpi d’ala di cigni
folaghe, goffe cicogne.

Notti chiare, come di sole
che non vuol cadere,
notti odorose di tigli,
d’aria pulita e tersa
di pioggia mattutina

Come un anziano saggio
che indica la strada
si innalza solitario
qualche perduto faro
testimone caparbio

d’espugnati avamposti
Terra e mare del nord
Natura, solitudine …
Ritorna calmo e lento

il familiare presagio
d’esser segreto fratello
alle immortali voci
che abitano il vento.